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Visualizzazione dei post con l'etichetta Shoah

"Un paesaggio di ceneri" di Elisabeth Gille

"Sorella" disse, "credo che lei non abbia colto bene la vastità del dramma. Se i genitori di quella bambina erano ebrei, se sono stati deportati ad Auschwitz nelle date che lei mi ha indicato, vale a dire nel corso del 1942, tutto porta a credere che non torneranno." "Lei pensa che siano trattenuti il Russia?" "Io penso che siano morti." "Ma erano... voglio dire, sono giovani, in salute, non vi è motivo che non siano sopravvissuti alla prigionia, anche se le condizioni erano dure come sostengono. Si dice che diverse migliaia di ebrei siano stati deportati. Comunque non saranno morti tutti." "A quanto sappiamo, ne sono partiti quasi ottantamila, uomini e donne, bambini compresi. Al momento ne sono tornati poco più di duemila. Se diamo credito ai racconti dei sopravvissuti non abbiamo motivo di credere che ne torneranno molti altri." Elisabeth Gille è la figlia di Irene Nemirowsky. Autrice r...

27 Gennaio 2014. Giornata della Memoria.

"Nulla giustifica la degradazione di un essere umano." Denise Epstein - Sopravvivere e Vivere - ["Sopravvivere e Vivere" Denise Epstein]

L'importanza della Memoria secondo Denise Epstein in "Sopravvivere e Vivere"

"Tutta la mia vita è stata memoria, memoria da tramandare; è questo che cerco di fare con i giovani. E memoria letteraria, memoria da non banalizzare, senza pathos. Una memoria universale, da non frammentare in memorie diverse per ogni singola comunità. Non permettere che la memoria sia strumentalizzata a fini commerciali o politici; questo è il mio impegno. ... Molte responsabilità non sono ancora state chiarite: il ruolo che hanno avuto la gendarmeria, la polizia, le Ferrovie dello Stato. Non ci si puo' accontentare della giustificazione "Eseguivamo gli ordini". Se ho qualcosa da trasmettere ai giovani che incontro è proprio la capacità di dire NO, di disobbedire agli ordini quando sono ingiusti." [La valigia di Irene Nemirovsky] ["Sopravvivere e Vivere" Denise Epstein]

La Rabbia spiegata da Denise Epstein in "Sopravvivere e Vivere"

"E' stato allora che ho imparato cos'è la rabbia, uno stato d'animo che mi piace parecchio; se dovessi dare un precetto di vita sarebbe certamente quello di arrabbiarsi almeno unavolta al giorno. In questa nostra epoca così dura, non è difficile! La rabbia permette di riflettere, di reagire, di non farsi manovrare. La rabbia rende liberi, puchè... ...resti fredda e non si trasformi in odio. Ah no, questo mai! E' la pura e semplice rabbia che ci teniamo dentro a preservarci da sentimenti esasperanti come l'odio, la violenza. Essere arrabbiati è una cosa sanissima, è un'energia che non si rivolge soltanto contro gli altri ma anche contro se stessi.  Permette di fare il punto, stimola la riflessione." Denise Epstein - Sopravvivere e vivere - [Irene Nemirovsky con la figlia Denise] ["Sopravvivere e Vivere" Denise Epstein]

"Sopravvivere e vivere" Denise Epstein

A questo libro di Denise Epstein mi hanno condotta altri libri e la conoscenza di una storia, quella della sua famiglia, che mi ha profondamente toccata. Ho sempre apprezzato i libri di Irene Nemirovsky, ho iniziato a leggerli senza sospettare minimanete quel che potevano celare. Solo con la lettura del libro di Elisabeth Gille ho potuto capire veramente quali fossero stati i passi, che han condotto alla prematura fine dell'autrice. Il libro di Denise ha, in qualche modo, chiuso il cerchio. Resta la speranza di poter leggere, un giorno, anche gli altri due libri di Elisabeth, non ancora tradotti in italiano.  La conversazione contenuta in questo piccolo libro dalla copertina ruvida ti lascia senza fiato ma, allo stesso tempo, ti riempie di voglia di lottare, di conoscere e capire. E ti commuove profondamente. Denise Epstein 18 dicembre 2009 presso l'Università di Mirail davanti al  Memoriale a Irene Nemirovsky - città di Tolosa Denise, ri...

"Finchè le stelle saranno in cielo" Kristin Harmel

Ho divorato questo libro dalla prima all'ultima pagina. Mi sono commossa. Mi son fermata a riflettere. Mi son persa tra le vie di Parigi e i sogni dei protagonisti. Ho guardato il cielo di queste notti autunnali. Immaginato gli splendidi dolci preparati nella pasticceria di Hope. Era da tanto che un libro non mi faceva quest'effetto ma, come si puo restare indifferenti davanti alle tragedie della storia, all'amore, al ricordo, al futuro..? Impossibile. "Ricordo di esssermi sempre sentita più a casa in questo negozio, la pasticceria della mia famiglia, che nel piccolo cottage giallo vicino alla baia dove son cresciuta, quello in cui sono tornata adesso che il mio divorzio è diventato ufficiale." Inizia così la storia di Hope. Annie. Rose. Jacob. Alain. Gavin. "Mi infilo i guanti da forno - quelli di un azzurro acceso con le tortine ricamate sui bordi che Annie mi ha regalato l'anno scorso per il mio trentacinquesimo compleanno - e tiro fu...