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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fitzgerald F.S.

"The nightmare" o "Proposta di Matrimonio" F. Scott Fitzgerald

Insieme alla copia di Vanity Fair [15.5.13] recapitata dal postino c'era questo racconto inedito del 1932. Racconto che, nella sua veste originale, titolava "The Nightmare". L'incubo. Come è diventato "Proposta di matrimonio" non riesco a capirlo. La domanda è lecita in quanto il racconto è come un incubo. Il confine tra reale e irreale è sottile e labile. L'incubo è la realtà o la realtà è un incubo? Il protagonista, stanco e affaticato dal lavoro, si reca al manicomio dove son stati internati i suoi due fratelli, convinto di riscontrare i sintomi di una malattia mentale. Qui si rende conto di come il confine tra malattia e sanità mentale sia estremamente labile e come una parola o un gesto cambino la visione di ogni cosa. Un medico puo' diventare paziente e un paziente puo' dimostrare maggiore lucidità di chi ha a che fare ogni giorno con la malattia? Un racconto strano. Mi ha lasciata un po' pensosa. ...

"Il grande Gatsby" F. Scott Fitzgerald

Ho letto questo grande classico, nella sua economica versione Newton&Compton, in un paio di giorni. Una partenza un po' lenta ha aperto la strada ad una narrazione piacevolissima. Quello che più mi ha stupita è la semplice complicatezza della vicenda narrata. Pochi personaggi, delineati da alcuni tratti principali, che occupano tutta la scena. Nick Carraway Pacato e moralista, con un noioso lavoro in borsa, abita nel villino accanto alla tenuta di Gatsby a West Egg. Voce narrante del libro, intreccia un sincero rapporto di amicizia con Gatsby, anche se questo rimarrà sempre un po' distaccato da tutto e tutti, come una figura mitica, condannata ad un tragico destino. Cugino di Daisy, la quale, gli presenterà la bella golfista Jordan. "James Gatz: era questo il suo nome vero, o almeno quello legale. Lo aveva cambiato a diciassette anni, nel momento in cui ebbe inizio la sua carriera: quando vide lo yacht di Dan Cody gettar l'ancora nella ...