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"Facebook in the rain" di Paola Mastrocola






Pensò anche a facebook, all'etere, alla rete, a quanto l'umanità armai affidi a questi luoghi inconsistenti i più reconditi pensieri perchè arrivino a destinazione.
I messaggi!
Chissà dove finiscono i messaggi che ci scriviamo, chi se li mangia, se ci sia da qualche parte una Bocca Enorme Spalancata che s'ingoia tutte le parole che ci lasciamo sfuggire, anche le più segrete, nella notte, quando è buio, quando ci sentiamo soli, quando crediamo che nessuno pensi a noi nè ci voglia, che l'intera galassia si dimentichi della nostra insignificante esistenza.
Dove se ne vanno i pensieri, le idee, i ricordi che vagano a mezz'aria sospesi?
Si puo' sapere dove, chi se li prende, cosa ne fa l'universo?
Ammesso che qualcosa se ne faccia, di noi, l'universo.





Una donna.
Improvvisamente vedova.
Una routine fatta di chiacchiere al cimitero.

E poi la pioggia.

Cosa fare?
Dove cercare nuovi amici?
Il suggerimento di un'amica.
Facebook.

La voglia di uscire che fugge via.
Gli amici virtuali che aumentano.
Così come il bisogno di nuovi giorni di pioggia.
E la voglia di uscire non torna più.




Un racconto dolce amaro.
Rimane un po' di tristezza.
E un senso di fastidio.



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